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Archivio Gennaio 2006

Arrivami

27 Gennaio 2006 20 commenti

Vivo sola
in compagnia di me stessa
come una capanna in una foresta,

serva al mio cuore
là in alto dove l’ho messo,
al riparo da ogni tempesta,

vorrei che Qualcuno
con le sue braccia
arrivasse fin lassù
a riportarlo al suo posto

vorrei che Qualcuno

con le sue carezze e i suoi canti
riempisse di gioia
il mio nido nascosto…….

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gesù della misericordia

25 Gennaio 2006 2 commenti

LA CORONCINA DELLA DIVINA MISERICORDIA
mi ha colpito molto questo tipo di preghiera da fare tutto l’anno ma specialmente nel periodo pasquale per i suoi doni di redenzione delle anime vive e morte che sono in cielo ve la rimando con il sito apposito.
nel sito apposito troverete la “novena della misericordia ” da recitare il venerdi santo fino alla prima domenica dopo pasqua.non so …a me ha colpito molto, ah nel sito vedrete una immagine molto bella che non sono riuscita a copiare di gesu che risorgendo mentre muore manda fuori sangue e acqua sono questi due elementi che caratterizzano e caratterizzarono la preghiera di suor faustina.

“”"”
Recitiamo ogni giorno, possibilmente alle ore 15.00, la Coroncina alla Divina Misericordia insegnata da Gesù a Suor Faustina Kowalska di Cracovia.

Il 13 settembre 1935, Suor M. Faustina Kowalska (1905-1938), vedendo un Angelo sul punto di eseguire un tremendo castigo sull’umanità, fu ispirata di offrire al Padre “Il Corpo e il Sangue, l’Anima e la Divinità” del suo dilettissimo Figlio “in espiazione dei nostri peccati e di quelli di tutto il mondo”.

Mentre la Santa ripeteva la preghiera, l’ Angelo era impotente a mettere in atto quel castigo.

Il giorno dopo Gesù le chiese di recitare con le medesime parole questa ” Coroncina “, usando i grani del Rosario:
” Ecco come reciterai la Coroncina della mia Misericordia. La reciterai per nove giorni cominciando con:
il Padre Nostro, l’Ave Maria e il Credo.
Poi usando una comune corona del Rosario, sui grani del Padre Nostro reciterai la preghiera seguente:

Eterno Padre, Ti offro il Corpo e il Sangue,
l’Anima e la Divinità del tuo dilettissimo Figlio
e Nostro Signore Gesù Cristo,
in espiazione dei nostri peccati
e di quelli di tutto il mondo.

Sui grani dell’ Ave Maria reciterai per 10 volte:

Per la sua dolorosa Passione,
abbi misericordia di noi e del mondo intero.

Per finire, ripeterai 3 volte questa invocazione:

Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale,
abbi pietà di noi e del mondo intero.

Il Signore non si limitò a descrivere la coroncina, ma fece a Suor Faustina queste promesse:

“Concederò grazie senza numero a chi recita questa coroncina, per il ricorso alla mia Passione commuove l’ intimo della mia Misericordia. Quando la reciti, avvicini a me l’ umanità.

Le anime che mi pregheranno con queste parole saranno avvolte dalla mia Misericordia per tutta la loro vita e in modo speciale al momento della morte.

Invita le anime a recitare questa Coroncina e darò loro ciò che chiederanno. Se la reciteranno i peccatori, riempirò la loro anima con la pece del perdono e farò sì che la loro morte sia felice.

I sacerdoti la raccomandino a chi vive nel peccato come una tavola di salvezza. Anche il peccatore più indurito, recitando, sia pure una sola volta questa Coroncina, riceverà qualche grazia dalla mia Misericordia.

Scrivi che, quando questa Coroncina sarà recitata accanto a un morente, mi collocherò io stesso fra quell’ anima e il Padre mio, non come giusto giudice, ma come salvatore. La mia Misericordia infinita abbraccerà quell’ anima in considerazione delle sofferenze della mia Passione ”

nel sito apposito troverete la “novena della misericordia ” da recitare il venerdi santo fino alla prima domenica dopo pasqua.non so …a me ha colpito molto, ah nel sito vedrete una immagine molto bella che non sono riuscita a copiare di gesu che risorgendo mentre muore manda fuori sangue e acqua sono questi due elementi che caratterizzano e caratterizzarono la preghiera di suor faustina.

Prof. GIORGIO NICOLINI
Via Maggini, 230 – 60127 ANCONA – Italia

Cellulare 338.2892353 – Telefono 071.83552

Facsimile 178.4413104 – Conto Corrente Postale 13117056

Posta Elettronica: giorgio.nicolini@poste.it

Siti della Rete Internet:

www.lavocecattolica.it – www.lavoce.an.it – www.fuocovivo.org

per la mamma di federico

19 Gennaio 2006 7 commenti

Quella che segue è la storia di un ragazzo; poco più di un bambino,
quello che gli è accaduto e come la famiglia sia all’oscuro della
verità.
Sono venuta a conoscenza per caso di questo blog, uno tra tanti ma
che ha un fine preciso.
Vi chiederei, semplicemente, di visitarlo e portare un pò di presenza.
Un abbraccio.

ho preso queste righe dal blog di elia tropeano per riportare anche io con forza questo messaggio e la mia presenza e il mio abbraccio a questa mamma.

Federico

Ferrara, 2/1/2006

Scrivo la storia di quel che è successo a Federico, mio figlio.
Non scriverò tutto di lui, non si può raccontare una vita, anche se di
soli
18 anni appena compiuti.
È morto il 25 settembre, il giorno di natale sono stati tre mesi?
Ho sempre pensato che sopravvivere ad un figlio fosse un dolore
insostenibile. Ora mi rendo conto che in realtà non si sopravvive. Non
lo
dico in senso figurato. È proprio così. Una parte di me non ha più
respiro.
Non ha più luce, futuro?
Perché il respiro, la luce e il futuro sono stati tolti a lui.
Sabato 24 settembre è stato un giorno sereno, allegro?
Dopo la scuola il pranzo insieme, chiacchiere, risate. Era ancora
estate,
faceva caldo. Ha portato a spasso il suo amico cane. Non lo faceva
spesso,
ma quel giorno è andato con la musica in cuffia. Tutto in quel giorno
aveva
un?aura speciale.
Pensandoci ora è come se avesse voluto salutare tutti noi. Ha avuto
sorrisi
per tutti? la gioia era lui.
Ha incontrato la compagnia, ha fatto il suo lavoretto di consegna
pizza.
Il programma della sera prevedeva un concerto a Bologna.
Prima di partire è passato da casa per cambiarsi le scarpe, rotte
giocando
a pallone?
È stata l?ultima volta che l?ho visto vivo.
Ha salutato tutti, compreso il fratello che dormiva già, chiedendomi
perché
Stefano non avesse risposto al suo saluto.
Anche una sua amica mi ha confermato che quella sera era sereno, che
l?ha
salutata sorridente con la solita pacca sulla spalla e l?appuntamento
al
giorno dopo?
Non è mai esistito il giorno dopo.
Al Link il concerto era stato annullato. Quindi la serata è trascorsa

dentro.
L?hanno detto i compagni che erano con lui, non posso definirli amici,
e le
analisi lo hanno confermato. Uno dei ragazzi gli ha venduto una
sostanza,
una pasticca o simili.
Lo definiscono lo sballo del sabato sera. È sbagliato si. Ma non si
muore
di questo?
Federico lo sapeva bene. Era stato partecipe di un progetto scolastico
di
ricerca e informazione promosso dalla provincia. So che la sua era una
conoscenza approfondita con ricerche sui siti delle asl, conosceva le
sostanze e gli effetti. Ed era a suo modo un igienista. Aveva grande
cura
del suo corpo, di quel che mangiava. Era uno sportivo. Una ragazzo
splendido pieno di salute.
E di progetti: pensava alla musica, al suo futuro, lo studio serviva a
costruire il futuro.
Nell?immediato c?erano le cose semplici: la patente dopo pochi giorni,
il
karate, un band musicale da organizzare con gli amici, e la vita di
tutti i
giorni cercando di stare bene?
Trascorsa la serata il gruppo era rientrato a Ferrara, tornati al punto
di
incontro dove i più avevano lasciato le macchine o i motorini.
Federico era a piedi. Era partito da casa in macchina con Michy, che
poi
non era andato a Bologna.
Erano ormai le cinque del mattino. I ragazzi hanno raccontato che gli
hanno
offerto un passaggio ma Federico non aveva voglia di rientrare subito.
Sarebbe tornato a piedi. Era vicino a casa?
Dal suo cellulare si vede che ha chiamato diversi altri amici.
Specialmente
i suoi migliori amici, un paio di volte ciascuno. Forse per chiedergli
se
erano ancora fuori? sembra che nessuno gli abbia risposto. I ragazzi
che
conosco mi hanno detto che avevano già spento il cellulare per dormire.
E poi non so cosa sia successo esattamente. A quell?ora mi sono
svegliata,
forse non del tutto, chiedendomi se Federico fosse rientrato. Avevo una
stanchezza invincibile non riuscivo a muovermi. Poi ho sentito un
rumore
nella sua stanza ed ero sicura che fosse lì?
Mi sono risvegliata che erano quasi le otto.
Ho cominciato a chiamarlo e ad inviare messaggi. Nulla?
Non era possibile che non rispondesse. Se tardava mi avvisava sempre.
Diceva che lo stressavo ma non voleva farmi stare in pensiero. Mi
aggrappavo all?idea che avesse solo perso il cellulare?
Poi l?ha chiamato anche suo padre. Sul cellulare di Federico il padre è
memorizzato col solo nome, Lino.
Una voce ha risposto.
Ha imperiosamente chiesto chi fosse al telefono, ed ha chiesto di
descrivere Federico.
Poi si è qualificato come agente di polizia, ed alle nostre domande ha
risposto che avevano trovato il cellulare su una panchina dalle parti
dell?ippodromo
e che stavano facendo accertamenti. Ed ha riattaccato.
Immediatamente ho cercato in Questura, e ho cercato anche ripetutamente
un
amico che ci lavora.
Nulla.
Il centralinista rispondeva: c?è il cambio di turno? non sono
informato?,
appena avremo notizie chiameremo noi?
Niente per altre tre ore!!!! Passate nell?angoscia e nelle telefonate
frenetiche agli ospedali, ai suoi amici e di nuovo ripetutamente alla
questura.
Nel frattempo Stefano è accorso in bicicletta alla ricerca del
fratello.
Ringrazio il cielo che non sia andato nel posto giusto.
La polizia è venuta ad avvisarci solo verso le 11. dopo che lo avevano
portato via.
Il suo corpo è rimasto sulla strada dalle 6 alle 11.
E non mi hanno chiamata. Era mio figlio. Nessuno ha il diritto di
tenere
una mamma lontana da suo figlio!
E mi hanno detto che lo hanno fatto per me? perché era meglio che non
vedessi.
In quel momento gli ho creduto.
La polizia ha detto che un?abitante della zona aveva chiamato perché
sentiva delle urla.
Dicevano anche che si era ferito sbattendo da solo la testa contro i
muri.
Questo si è rivelato falso. Smentito dalle verifiche. Federico era
sfigurato dalle percosse.
Molto tempo dopo ho riavuto i suoi abiti. Portava maglietta, una felpa
col
cappuccio e il giubbotto jens. Sono completamente imbevuti di sangue.
Hanno detto che non voleva farsi prendere. Che ha lottato ed è salito
anche
in piedi sulla macchina della polizia. I medici hanno riferito che
aveva lo
scroto schiacciato, una ferita lacero-contusa alla testa e numerosi
segni
di percosse in tutto il corpo. Ho potuto vedere solo quella sul viso,
dalla
tempia sinistra all?occhio e giù fino allo zigomo, e i segni neri delle
manette ai polsi. L?ho visto nella bara. Il suo corpo non sembrava più
allineato e simmetrico. Il mio bambino era perfetto, e stupendo.
L?hanno
distrutto?
E la polizia mi raccontava che era drogato. Che si era fatto male da
solo.
Che tutto questo era successo perché era un povero tossico e noi
sfortunati?
Lo vogliono uccidere due volte. Le analisi hanno confermato che quel
che
aveva preso era irrilevante. Non certo causa di morte né di
comportamenti
aggressivi. Semmai il contrario.
Quel che penso è che Federico fosse terrorizzato in quel momento. Gli
stava
crollando il mondo addosso. La vergogna di essere fermato dalla
polizia, la
patente allontanata perché aveva preso una pasticca. E aveva
dimenticato la
carta di identità.
Quella mattina nel vicinato dicevano che era morto un albanese. Nessuno
si
preoccupava più di tanto?
Ha certo cercato di scappare. Di non farsi prendere. Visto com?era
ridotto
si capisce come lo abbiano fermato. Quando lo hanno immobilizzato,
ammanettato a pancia in giù non ha più avuto la forza di respirare.
Chissà quando se ne sono accorti?
L?ambulanza è stata chiamata quando ormai non c?era più niente da fare.
E
nemmeno allora lo hanno portato all?ospedale per provare un intervento
estremo. Lo hanno lasciato lì sulla strada. Cinque ore. Poi lo hanno
portato all?obitorio. E solo allora sono venuti ad avvisarci.
Perché?
Se fosse vero che dava in escandescenze da solo perché non è stata
chiamata
subito l?ambulanza?
Perché atterrarlo in modo tanto violento e cruento? Era solo. Non c?era
nessuno. Era disarmato. Non era una minaccia per nessuno.
Perché aspettare tanto prima di avvisare la famiglia? Chiaro. Per non
farcelo vedere?
Se lo avessimo visto così cosa sarebbe successo? Che risonanza avrebbe
avuto?
Sul giornale del giorno dopo un articolo che dichiarava che era morto
per
un malore? tratto dal mattinale della questura.
Il giorno dopo sull?altra testata cittadina ?Federico sfigurato?.
Immediate
controdeduzioni del Capo Procura: ?non è morto per le percosse?? questa
è
stata la prima ammissione di quanto successo.
Ad oggi ancora non sono stati depositati ufficialmente gli esiti degli
esami medici. Sono emersi solo alcuni dettagli che ho citato prima.
Quel che non mi da pace è il pensiero del terrore e del dolore che ha
vissuto Federico nei suoi ultimi minuti di vita. Non ha mai fatto male
a
nessuno. Credeva nell?amicizia che dava a piene mani. Era un semplice
ragazzo come tanti. Come tutti i ragazzi di quell?età si credeva grande
ma
dentro non lo era ancora. Aveva tutte le possibilità di una vita
davanti, e
una gran voglia di viverla?

Scritto il 02/01/06 alle 18:27

http://federicoaldrovandi.blog.kataweb.it/federico_aldrovandi/2006/01/federico.html#comments

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w.s.

9 Gennaio 2006 26 commenti

Chi è la dama che onora la mano di quel cavaliere?
Oh,insegna in verità alle torce a ardere luminose!
Bellezza troppo rara per venire usata,
troppo preziosa per la terra.
Simile a una nivea colomba in uno stormo di cornacchie
È quella fanciulla tra le sue compagne.
? Guarda amore,invidiose strisce di luce orlano
Le nubi che si dividono ad oriente.
Le candele della notte sono consumate, e il giorno,
felice, appare in punta di piedi sulle cime
nebbiose dei monti.
Devo andare e vivere, o restare e morire.
È giorno è giorno, presto via parti!
È l?allodola che canta così fuori tono,
lanciando aspre dissonanze e sgradevoli acuti.
Dicono che l?allodola separa con dolcezza le note;
non è così di questa poiché ci separa l?uno dall?altra.
Addio addio un bacio e scenderò.
Sei dunque partito così, amore mio, signore, sposo,
amico?voglio avere tue notizie ogni giorno, ogni ora,
poiché in ogni minuto vi sono molti anni.
Buona notte, buona notte!
Separarsi è così dolce pena
Che ti dirò buona notte finchè non sia domani
Il sonno ti scenda sugli occhi, la pace nel cuore!
ROMEO
? vieni qui amicoVedo che sei povero.
Procurami del velenocosì rapido
A diffondersi nel sangue
Di chi lo prende, stanco della vita,
che questi subito cada morto, senza respiro, con
la violenza con cui la rapida polvere incendiata
si avventa dal grembo fatale del cannone.
Sei cosi nudo e pieno di miseria
E hai paura di morire?
La fame ti scava le guance,
il bisogno e la sofferenza agonizzano nel tuo sguardo,
il disprezzo e la miseria ti pesano sulle spalle
il mondo non ti è amico né la legge del mondo
il mondo non ha leggi che ti facciano ricco
dunque non essere povero ma infrangi la legge e prendi questo.
GIULIETTA
?Addio sa iddio quando ci rivedremo
Mi scorre per le vene un sottile brivido di paura
Che quasi agghiaccia il calore della vita.vieni fiala
E se questa mistura non agisse affatto?
Tu, pugnale resta qui vicino a me.
ROMEO
?Spesso molto spesso gli uomini in punto di morte sono felici
E chi li veglia definisce questo stato il lampo
Che annuncia la morte. Oh come potrei
Chiamare questo un lampo! Oh mio amore mia sposa!
La morte che ha succhiato il miele del tuo respiro
Non ha ancora avuto potere sulla tua bellezza
Ancora non sei vinta.
Occhi guardatela l?ultima volta!
Braccia, stringetela nell?ultimo abbraccio, e voi labbra
Porte del respiro, suggellate con un casto bacio
Un patto senza tempo
Onesto speziale , i tuoi veleni sono rapidi
Ecco io con un bacio, muoio.
GIULIETTA
?Che c?è qui? Una tazza,, chiusa nella mano del amore fedele
Il veleno lo ha dunque ucciso prima del tempo.
Oh egoista lo ha bevuto tutto, senza lasciarne una
Sola goccia amica per me dopo.
Ti bacerò sulle labbra.
Forse vi è rimasto ancora del veleno
Per darmi la morte in un istante felice.
Le tue labbra sono calde.
Ancora rumore? Allora devo affrettarmi.
O caro pugnale, ecco il tuo fodero.
Riposa qui, e fammi morire.
Questo mattino reca una lugubre pace
Il sole per il dolore non vuole mostrare il suo volto.
Poiché mai vi fu storia più triste
Di quella di Giulietta e del suo Romeo.

(romeo and juliet, 1597, William Shakespeare).

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poesia.

9 Gennaio 2006 2 commenti

Stati interiori di gioia apparente

Nulla

Poi l’erezione della mia mente
solleva il mio pensiero fino a te,
primo delirio,ultimo sospiro…
Il peso delle illusioni,
è diventato ormai troppo grande,
il vuoto incolmabile,
e nulla può essere più riempito
senza che niente sbordi fuori,
e scivoli giù fuori dal mio letto…
solo facoltà di arginare questo inutile spreco.

Com’era ed è codesta vita,
il gaudio di quel tempo
non ha cancellato in me il peso della solitudine,
i piccoli suicidi di ogni giorno,
le piccole morti che ognuno prova
quotidianamente…
Si dice fortifichino l’anima…
Straordinaria menzogna di
chi vive convenzionato…
O non vive…

Fuori è grigio,
accendete la grande
lampadina gialla,
mettete le nuvole di cotone,
il cielo di cartone,
la natura di plastica,
ora come non mai capisco
quanto
tutto intorno a me
può essere falso.

Vagabondo della mente,
mi fletto su me stesso,
come un girasole curvo e
stanco,
aspettando di immergermi nella vera luce,
catarsi di colori,
bagno amniotico di nuova essenza
mille raggi,diversi cerchi
più larghi,più stretti
rinascere è faticoso, ma stimolante

Tutto si crea,tutto distruggono
costruire qualcosa è l’obiettivo della nostra
esistenza,
vederlo spiaccicare al suolo purtroppo è la
comune prassi
l’importante è non chiedersene il motivo.

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c.

1 Gennaio 2006 8 commenti


ciao a Tutti, Vi auguro a chiunque legga gioia serenità e fortuna per un Anno nuovo migliore ps, ne aprofitto per allegare il fiore alba"" all’alba di un nuovo anno"""

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